31/07/17

Evento NaviGusto a Viareggio

di Francesco Ragghianti


Luglio domenica 9 sono andato all'evento per partecipare al salotto di Navigusto insieme a Francesca Ciuffi, siamo stati intervistati da Manuela Moreno e abbiamo parlato di cibo e del nostro libro di ricette toscane studiate e controllate nutrizionalmente come prevenzione del diabete.  ➨ IL LATO (O)SCURO DELLO ZUCCHERO


L'evento in se è stato bello, era diviso in due sezioni, una dedicata ai produttori locali del cibo e del vino e l'altro dedicato al reparto nautica e servizi.



Come ricetta per l'Evento ho pensato ad una torta estiva che in Versilia viene chiamata "cecina". Un piatto facile e gustoso, acqua, farina di ceci, olio e sale. In Liguria la chiamano farinata, nel livornese torta, in Versilia invece prende il nome di cecina praticamente non esiste pizzeria a taglio che non la prepari. Ha radici assai antiche, diverse ricette latine e greche riportano sformati di purea di legumi cotti in forno.





Ingredienti

1 kg di farina di ceci


sale qb


olio evo qb



Preparazione

E' talmente semplice che non trovo le parole per dilungarmi...

Prendete la farina di ceci, una frusta e diluitela con acqua e sale fino a farne una farinata molto liquida.

Versate olio in una teglia in modo che finisca in tutti i punti, aggiungetevi la farinata, e infornate a 200 gradi fino a che sopra non sia apparsa una bella crosta dorata.

La cecina non deve essere più alta di un centimetro.

Più fine la fate e più velocemente cuoce.

Mangiatela calda e se volete riempirvi la pancia prendete un quarto di focaccia e riempitela con due quarti di cecina, spolverate con pepe nero e gustatevela con una bevanda fresca guardando il mare della Versilia.



Storia e diffusione

La cecina versiliese è una antica specialità di Genova, oggi un piatto tipico di alcune zone del mediterraneo, specialmente della cucina ligure e della cucina toscana costiera.
Questo è dovuto alla sua caratteristica di cibo povero, è in grado di dare sostentamento grazie alle vitamine, B e C e al fosforo contenuti nei ceci.
In molti luoghi viene prodotta la farinata di ceci in diverse varianti, è diffusa lungo le coste del mediterraneo tra la Maremma e la Costa Azzurra.

Una leggenda racconta che sia nata per caso nel 1284, quando Genova sconfisse Pisa nella battaglia della Meloria. Le galee genovesi, cariche di vogatori prigionieri, si trovarono coinvolte in una tempesta. Nel trambusto alcuni barilotti d'olio e dei sacchi di ceci si rovesciarono, inzuppandosi di acqua salata. Poiché le provviste erano quelle che erano e non c'era molto da scegliere, si recuperò il possibile e ai marinai vennero date scodelle di un impasto informe di ceci, olio e acqua di mare. Alcuni marinai rifiutarono la poltiglia lasciandola al sole, che asciugò il composto in una specie di frittella scoprendone la prelibatezza. Rientrati a terra i genovesi pensarono di migliorare la scoperta improvvisata cuocendo l'impasto in forno inventando la torta di ceci.

04/07/17

Vellutata di Zucca e Radicchio rosso

di Francesco Ragghianti


Le vellutate sono in origine legate da un roux che viene fatto con burro e farina, ma nella ricetta non mettiamo questa variante dato che i vegetali sono gli attori principali.


Ingredienti

1 radicchio rosso

1 kg di zucca a polpa gialla/arancio

2 cipolle rosse

3 patate di medie dimensioni

3 foglie di salvia

1 manciatina di Timo (detto anche peporino o pepolino)

Sale e Pepe qb

Peperoncino fresco a piacere

Olio evo

Pecorino Toscano



Preparazione

Sbucciate la zucca e tagliatela a pezzi, stessa cosa con le patate e le cipolle.
Prendete una pentola, aggiungete un bicchiere d'acqua e poi la zucca.

In un'altre pentola, aggiungete acqua per bollire le patate e sbollentare le foglie di radicchio.
Prendete una padella e mettete le cipolle tagliate piuttosto grossolane e fatele rosolare con l'olio evo, aggiungete il peperoncino, la salvia e il timo, fate cuocere a fuoco medio per una decina di minuti e mettete tutto in un contenitore a parte.

Nella stessa padella aggiungete un filo d'olio evo e le foglie di radicchio sminuzzate che in precedenza avete sbollentato per 5 minuti, un poco di sale e fate rosolare per altri 5 minuti circa.

Quando la zucca e le patate sono belle morbide unite tutti gli ingredienti (escluso il radicchio) nella pentola più grande e passate tutto con il frullatore ad immersione rendendo le verdure belle cremose, regolatevi con l'acqua per la densità che più vi piace.

Assaggiate e regolate di sale e pepe, impiattate in una scodella da minestra, aggiungete il radicchio sminuzzato e rosolato, un filo d'olio evo e scaglie di pecorino toscano a piacere.

Questo piatto può essere mangiato caldo, tiepido o freddo.



Storia e origini

La storia ci dice che la vellutata è nata in Francia ma tutto è partito dagli chef di una Nobildonna Toscana. La vellutata o roux in origine si chiamava Salsa Colla portata in Francia da Caterina de Medici grazie al matrimonio con Enrico II di Valois.
La salsa vellutata è un fondo bianco legato da un roux (salsa colla) rigorosamente bianco.
La salsa vellutata viene considerata una salsa madre, dalla quale derivano le salsa base e da queste salse base si ottengono un'infinità di altre salse tra cui la più conosciuta è la besciamella.